Spesi 4 milioni di euro per attivare call center Immuni

Call center Applicazione Immuni
Una persona utilizza sul proprio smartphone l'app Immuni, Genova, 8 giugno 2020. Finora più di due milioni di italiani hanno già scaricato l'app Immuni che parte oggi in 4 Regioni (Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia). ANSA/LUCA ZENNARO

Sono andati in onda diversi servizi in cui veniva mostrata l’inefficacia dell’App Immuni. Nessun problema di fondo in termini di algoritmi informatici, ma c’era una falla nel sistema che gravava molto di più rispetto a quello che potrebbe essere un semplice errore di codice.

A dar voce alla notizia di cui vi parleremo è stato il decreto Ristori. Sulla falsariga di quanto è stato già applicato in Germania, l’Italia si è accorta soltanto dopo della complessità di tracciare i contagiati dall’applicazione senza un effettivo call center.

Come funzionerà il nuovo supporto ad Immuni

Nel nuovo decreto Ristori si legge quanto scritto:

Il Ministero della Salute attiva un servizio nazionale di supporto telefonico e telematico alle persone risultate positive al virus SARS-Cov-2 che hanno avuto contatti stretti o casuali con soggetti risultati positivi o che hanno ricevuto una notifica di allerta attraverso l’applicazione Immuni, i cui dati sono resi accessibili per caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività“.

Il call center potrebbe quindi, velocizzare il processo di contact tracing affinché un positivo al Covid 19 possa segnalarlo dall’App Immuni nel più breve tempo possibile. Per attuare ciò sono serviti 4 milioni di euro: 1.000.000 di euro l’anno 2020, i restanti 3.000.000 di euro per il 2021.