Pazzi per FaceApp: i rischi sulla privacy “nascosti”

FaceApp rischi sulla privacy

Negli ultimi giorni sempre più italiani hanno deciso di scaricare FaceApp, senza conoscere i rischi sulla privacy che potrebbero conseguirne. Il software funziona in maniera semplice: dopo uno scatto fotografico è in grado di trasformare il soggetto in uomo o donna.

Le applicazioni di fotoritocco sono sempre state alla base del web, influencer e non, sono sempre alla ricerca di un diversivo per creare contenuti divertenti o semplicemente da passatempo. Ma quali sono le pericolosità che si celano dietro questo programma?

FaceApp è davvero sicura o c’è da aver paura?

Prima di dirti se FaceApp è sicura oppure no, ci sarebbe da fare una sola considerazione: cosa dice la sua normativa sulla privacy? Qual è la sua policy? Ci sono molti contrasti tra sviluppatori, che non sono convinti della destinazione al cloud durante la trasformazione.

«Vuoi consentire a FaceApp di accedere alla tua galleria immagini?». Una semplice frase che racchiude in sé tante preoccupazioni, poiché non è possibile sapere realmente quale sia la procedura prima di applicare il filtro “uomo o donna”.

Poi però, gli utenti si intimoriscono persino della privacy dell’app Immuni, il cui scopo è quello di prevenire i contagi del coronavirus. All’interno del programma si apprende che le foto restano immagazzinate fino ad un massimo di 48 ore.

Alcuni programmatori però, negano che il sistema li memorizzi soltanto per due giorni, ma potrebbe capitare di tenerli in memoria per più tempo. Ma allora graverebbe sui rischi sulla privacy? Dipende il processo dell’applicazione per applicare il filtro.

FaceApp è pericolosa? Facciamo chiarezza

FaceApp è pericolosa? Questa è una delle domande più frequenti da chi è indeciso ad utilizzarla o probabilmente, l’ha già scaricata ma è intimorito. L’applicazione viene gestita ed è stata realizzata dalla società russa Wireless Lab OOO.

Sulla vicenda è intervenuto l’esperto informatico Joshua Nozzi di origine americana. La sua ipotesi sarebbe quella che le fotografie venissero immaginate in diversi server (anche esterni all’azienda), per elaborare e applicare l’effetto della trasformazione.

D’altronde, come si potrebbe spiegare il fatto che una volta caricata la fotografia con lo smartphone offline (quindi senza connessione ad internet, sia in WiFi che in 4G), il software non la elabori?

L’obiettivo dell’applicazione è quello di allenare l’intelligenza artificiale, soltanto che non siamo a conoscenza di come lo faccia realmente. Al momento, possiamo dire che non ci sono troppi rischi sulla privacy, ma possiamo raccomanda di fare molta attenzione e leggere sempre la privacy policy.