Smart working in pericolo, i dipendenti non sanno proteggersi

Smart working dipendenti in sicurezza

In un periodo di pandemia a causa del Covid19, lo smart working è dietro l’angolo. Il problema stando ai dati del sondaggio di Kaspersky, ovvero la società per la sicurezza informatica, il 73% dei dipendenti non avrebbero la formazione necessaria per la cybersicurezza.

Un dato che dovrebbe spaventare le stesse aziende che affidano i loro software e dati societari al personale, che potrebbe compromettere una o più attività. Il problema starebbe nell’assenza di formazione, nessuna guida che li avverta sui pericoli e come proteggersi.

Quali software non vengono approvati dal reparto IT

Kaspersky ha spiegato in termini di percentuali, sia i metodi non approvati nell’utilizzo ai dipendenti delle aziende per cui lavorano, ma soprattutto ha messo in evidenza, che ben tre lavoratori italiani su quattro, (quindi il 73%), non sanno nulla di cybersicurezza.

I reparti IT delle diverse società per altro, non hanno approvato applicazioni come quelle per le videoconferenze (35%), (basti pensare al pericolo di Zoom Clone) per la messaggistica e chat istantanea (39%) o ancora, per l’archiviazione dei file (35%).

Gli stessi dipendenti che hanno partecipato al sondaggio di Kaspersky, hanno ammesso di aver aumentato l’utilizzo di questi software online. Non di meno, gran parte di essi avrebbero subito un possibile attacco phishing.