OMS incentiva l’uso dei videogiochi in quarantena, cambio di rotta

OMS incentiva l'uso dei videogiochi

Incredibile ma vero, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (acronimo OMS), ha promosso l’uso dei videogames, in un momento di quarantena, come un’ottima terapia per potersi svagare e divertire. La stessa che fino a che tempo fa, dichiarò i giochi come un pericolo di dipendenza.

A rispondere all’iniziativa, è stata la stessa OMS che ha lanciato un hashtag divenuto poi virale, #PlayApartTogether. Se da un lato, la Cina combatte la dipendenza, così come la stessa OMS poco tempo, in una situazione di epidemia, sta succedendo l’esatto opposto.

Il connubio assurdo tra OMS e case videogames

Non ce lo saremmo mai aspettato, che prima o poi l’OMS avrebbe creato una partnership con le case produttrici di videogiochi, invogliando adulti, ragazzi e piccini, a giocare affinché nessuno uscisse di casa per contenere il Covid-19.

Bobby Kotick, CEO della società Activision Blizzard, come ovvio che sia, si è trovato assolutamente concorde a quanto detto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tanto da aggiungere:

«Non è mai stato più importante di oggi assicurarci che le persone stiano al sicuro mentre si connettono l’una con l’altra. I videogame rappresentano la piattaforma perfetta, perché mettono insieme la gente attraverso il divertimento, lo scopo e il significato. Siamo orgogliosi di partecipare a un’iniziativa così meritevole».