Apple esborsa 500 milioni di dollari, per obsolescenza programmata

Apple perde class action obsolescenza programmata 500 milioni di dollari

L’obsolescenza programmata non è altro che una pianificazione, in questo caso di Apple, al fine di rallentare appositamente i suoi iPhone, per mantenere vivo il suo business e spingere gli utenti, a cambiare i loro melafonini, acquistandone uno nuovo.

In America, non troppo tempo fa, venne avviata una causa per questo motivo, una class action che accusava l’azienda di Cupertino, di aver approfittato della situazione e di aver pianificato tutto ciò, con l’unico scopo di infliggere danni ai modelli di iPhone meno recenti.

Apple perde la sentenza sull’obsolescenza programmata

La sentenza della class action contro l’obsolescenza programmata di Apple è terminata. Cupertino dovrà sborsare ben 500 milioni di dollari, di cui 90 andranno agli avvocati che hanno vinto la causa, dai 1.500 a 3.500 dollari a chi ha organizzato l’azione collettiva, e 25 dollari ciascuno, a chi ha avuto un modello coinvolto.

La cifra minima che toccherà uscire all’azienda di Tim Cook è di 310 milioni di dollari. Una batosta che molto probabilmente, Apple avrebbe immaginato di prendere. Accadrà lo stesso per i nuovi dispositivi dalla mela morsicata?

Con molta probabilità, Cupertino avrà imparato la lezione, ci auguriamo solo che questa obsolescenza programmata non si verifichi anche per gli altri device e futuri top di gamma.