Pericolo assistenti virtuali: ascoltano più del dovuto

Assistenti virutali si attivano da soli

Abbiamo parlato più spesso di quante imperfezioni avessero gli smart speaker, nonché gli assistenti vocali che a causa di bug, ascolterebbero le conversazioni anche quando non dovrebbero. La falla consisterebbe nel sentire un’attivazione mai comunicata al dispositivo.

Per qualcuno c’è lo zampino dei colossi, che in realtà vorrebbero spiare quanto accade negli appartamenti o luoghi privati. Anche Siri conteneva tali falle, tanto che Apple si scusò per l’errore. Ad intervenire sulla vicenda, il professore David Choffnes, della Northeastern University.

Di quali assistenti virtuali bisogna aver “paura” ?

Il professore David Choffnes, dell’Università di Boston, avrebbe studiato attentamente e direttamente gli smart speaker con intelligenza artificiale. Secondo le sue specifiche esperienze, i dispositivi si potrebbero attivare senza permesso fino ad un massimo di 19 volte al giorno.

Ecco i quattro assistenti virtuali messi alla prova:

  1. Google Home Mini di prima generazione;
  2. Apple HomePod di prima generazione;
  3. Harman Kardon Invoke di Microsoft;
  4. Amazon Echo Dots di seconda e terza generazione;

La notizia positiva in un momento che non potrebbe sembrarlo, è che gli smart speaker avrebbero registrato senza consensi, fino ad un massimo di 45 secondi, in cui gli utenti non avrebbero parlato di questioni personali o delicate.

In ogni caso le nostre raccomandazioni sono sempre le stesse: attenzione quando ci sono gli assistenti virtuali vicini!