Google “teme” l’intelligenza artificiale: rischi privacy

Sundar Pichai parla dei rischi sull'intelligenza artificiale
Sundar Pichai, CEO of Google and Alphabet, speaks on artificial intelligence during a Bruegel think tank conference in Brussels, Belgium January 20, 2020. REUTERS/Yves Herman - RC2OJE9I2Z7L

Google potrebbe ampliare i suoi orizzonti e offrire dei servizi di intelligenza artificiale molto più sviluppati. Al momento l’unico motivo per cui il colosso di Mountain View non agisce è perché tale tecnologia creerebbe non pochi problemi alla privacy dei consumatori.

L’unico sistema messo in piedi dal gigante californiano è la IA sulle email. Ovvero un processo automatico che agevolerà gli utenti alla compilazione e correzione automatica di determinate parole. Ma qual è il motivo per cui Google è “impaurito” dall’intelligenza artificiale?

Le dichiarazioni di Sundar Pichai sull’intelligenza artificiale

A Bruxelles si è tenuta una conferenza in cui l’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha confessato e svelato quanto segue:

Vediamo che il riconoscimento facciale comporta molti rischi, perciò da parte nostra c’è un periodo di attesa fino a quando non vedremo come viene utilizzato. Google non offre prodotti per il riconoscimento facciale generico perché è una delle applicazioni ad alto rischio che i governi dovrebbero considerare come priorità.”

L’auspicio di Google è che l’Unione Europea possa regolamentare effettivamente la normativa sull’intelligenza artificiale. Sundar Pichai ha espresso chiaramente la sua ideologia: l’UE dovrà “bilanciare i potenziali danni e le opportunità sociali“.