Il primo chip sottopelle umana: la cavia si è presentata al MWC 2019

Chip sottopelle Mobile World Congress 2019

Si è fatto implementare il chip sottopelle per partecipare ad un esperimento a suo dire “irripetibile“. Non è un film e nemmeno fantascienza, ma semplicemente ciò che è accaduto al Mobile World Congress 2019 di Barcellona.

La cavia dell’esperimento ha confessato di aver ritenuto l’idea del chip interessante. Al suo interno ci sono le credenziali per accedere al suo appartamento automatizzato. Ma perché mai l’individuo avrà voluto provare il  ‘Biohacking‘?

Biohacking al MWC di Barcellona, cosa conteneva il chip?

Il chip è veramente minuscolo, le sue dimensioni sono così ridotte che per rimuoverlo basterebbe un piccolo taglio la cui grandezza potrebbe essere definita “impercettibile“. Il magazine Reuters ha riportato le parole dell’uomo che provato l’esperimento:

È molto utile per me perché ho una casa automatizzata. E se volessi rimuovere il chip basterebbe un taglietto per espellerlo“. Queste sono state le parole del volontario che poi si è presentato con il suo nome e cognome reale, Edgar Pons.

All’evento è stato spiegato l’elevato grado di sicurezza nei confronti di chi si è sottoposto al test del microchip sottopelle. Infatti il componente elettronico è protetto da materiale biocompatibile qualora in caso di deterioramento, la pelle umana non subirà danni.

Sul palco ha testimoniato un altro uomo, il quale ha dichiarato di aver anche lui installato un componente elettronico per il “pagamento mobile“. Un’assurdità o in futuro ci costringeranno ad averli tutti noi?