Tensione tra Cook e Zuckerberg, il CEO di Facebook si vendica così

Dibattito Mark Zuckerberg Tim Cook Cambridge Analytica

Il caso Cambridge Analytica non sembra ancora chiuso. Rivelata una delle storie più tragiche di Zuckemberg e dei social network non spiegando in maniera chiara l’utilizzo dei dati personali che ve ne facevano uso.

Poco tempo fa il giornale New York Times pubblicò un articolo laddove mette in evidenzia il modo in cui il team di Facebook ha amministrato la situazione sottolineando il disappunto di Zuckerberg a causa delle critiche ricevute da Tim Cook.

Il botta e risposta tra Zuckerberg e Tim Cook

Il Chief Executive Officer (CEO) di Apple non ha rivolto parole docili rispetto al lavoro svolto dal team di Facebook. Ciò enunciato durante l’intervista a MSNBC realizzata alla conclusione del mese di marzo.

Le paroli forti usate da Tim Cook facero in modo che Zuckerberg imponesse alla sua dirigenza l’utilizzo dei Facebook esclusivamente ai sistemi operativi Android.

Il CEO di Apple dichiarò:

«Noi non ci stiamo intromettendo nella tua vita privata. La privacy per noi è un diritto umano. E’ una libertà civile.»

Attraverso quanto dichiarato dal canale televisivo la risposta del creatore di Facebook non si fece attendere:

«Le critiche di Mr. Cook hanno fatto infuriare il signor Zuckerberg che, in seguito, ha ordinato al suo gruppo direzionale di utilizzare solo smartphone Android, dal momento che il sistema operativo ha molti più utenti rispetto a quello di Apple.»

All’ulteriore domanda da parte dei giornalisti Kara Swisher e Chris Hayes, Tim Cook provocò ulteriolmente Zuckerberg sottolineando che non si sarebbe mai trovato nella sua situazione attuale.

Pochi giorni dopo l’intervista Zuckerberg ribadì:

«Non sono d’accordo con quelli che dicono che se un servizio è gratuito si diventi automaticamente il prodotto stesso di quel servizio. Trovo che non sia in linea con la verità.»

«Se vuoi creare un servizio che non sia solo per ricchi, devi avere qualcosa che le persone possono permettersi. Ritengo importante che tutti noi non dobbiamo avere la sindrome di Stoccolma e lasciare che le aziende che lavorano duramente per farti pagare di più ti convincano che in realtà si preoccupano di te, perché mi sembra ridicolo.»