Calenda critica i videogiochi e chi li utilizza, suoi social nasce un litigio

Calenda critica i videogiochi

Carlo Calenda, nonché politico italiano ed ex ministro dello Sviluppo Economico, su Twitter (social in cui ha 115 mila follower) ha infastidito milioni di videogiocatori per alcune critiche sulla società moderna.

In particolar modo spiega: «la vera sfida per la democrazia progressista è quella di far fronte alle paure dilaganti tentando di comprenderle a fondo, invece che cavalcarle.»

Calenda contro i videogame, il dibattito con Zincone

Il pensiero di Calenda sui giochi elettronici è stato considerato estremista, soprattutto definito “tiranno” da Giuliano Zincone (scrittore e giornalista italiano) dopo un dibattito sui social network (Twitter).

Le polemiche hanno continuato a dilagarsi sul social dall’uccellino blu, ma Calenda ha concluso con un pensiero ancor più critico, non visto da molti in buon occhio:

«In casa ci sono regole precise: la televisione è contingentata. Nessuno di loro tre tocca i videogiochi. Sono peggio di una droga, atrofizzano il cervello. Al momento niente smartphone. Prima che con la tecnologia devono avere a che fare con la cultura».

Un pensiero giusto qualora il politico avesse vietato l’abuso di tecnologia, ma retrograde ed egoista se toglie le opportunità di star al passo, anche alle nuovi generazioni.

L’ultima filosofia è stata abbondantemente discussa anche dal giornalista italiano proprio durante il botta e risposta su Twitter.