L’UE contro la privacy di Windows 10

Microsoft è costretta nuovamente a correre ai ripari: privacy Windows nel mirino dell'UE

Si attendono le contromosse di Microsoft in merito al tema privacy Windows.

Ancora preoccupazioni per quanto riguarda il tema privacy Windows: il garante per la privacy dell’Unione Europea è preoccupato.

Siamo alle solite: emergono nuove preoccupazioni per quanto riguarda il caldo tema della privacy Windows 10. Da tempo, ormai, si cerca la soluzione perfetta, ma a quanto pare, il traguardo è ancora lontano. Infatti, nonostante gli ultimi inviti, ai quali sono seguite azioni pratiche per migliorare la tutela dei dati di milioni di utenti, le preoccupazioni restano. Quindi, si può parlare di un vero e proprio buco nell’acqua? No, ma la strada da percorrere è ancora lunga e il garante della privacy dell’UE sta cercato di incitare i partecipanti alla gara a gran voce. E, tra quelli incitanti maggiormente c’è proprio (nuovamente) Microsoft.

Cosa deve cambiare? Il metodo di raccolta dei dati. La risposta è chiara e precisa ma, a quanto pare, è davvero difficile mettere in pratica le direttive in merito. Ma, perché Windows 10 preoccupa così tanto? Il problema riguarda le impostazioni predefinite di Windows 10 e, nello specifico, della mancanza dei controlli su come il colosso di Redmond elabora i dati raccolti. È necessario fare chiarezza. Le autorità competenti chiedono, infatti, maggiore trasparenza sia per quanto riguarda la fase di raccolta dei dati, che per quella successiva, cioè l’elaborazione degli stessi.

Privacy Windows 10: Microsoft corre ai ripari.

Le tante accuse non preoccupano la grande ed esperta Microsoft che, al contrario di altre realtà del mondo informatico, le quali potrebbero sgretolarsi sotto duri attacchi come questo, si mostra (come sempre) molto sicura dei propri mezzi. Infatti, saranno a breve introdotte in Windows nuove opzioni di privacy che si integreranno in maniera perfetta al processo di configurazione del sistema operativo.

In pratica, per colmare le lacune saranno rese molto più semplici e chiare le specifiche impostazioni per la disattivazione della posizione, il riconoscimento vocale, i consigli e le pubblicità. Ma, il punto fondamentale dell’intera questione privacy Windows 10 resta il livello di protezione dei dati personali. Infatti, Microsoft dovrebbe spiegare chiaramente quali sono i dati personali che di volta in volta, in ogni processo, vengono raccolti e, soprattutto, rendere palesi le modalità che permettono di portare a termine tale operazione e le finalità della stessa.

Perché tutto questo? Semplice: in mancanza di tali informazioni non si può parlare di consenso informato e, quindi, non si può considerare valido. Microsoft si è dichiarata pronta a soddisfare le richieste del garante della privacy dell’Unione Europea, ma non si sa nulla circa la tempistica per portare a termine questa complicata azione per la tutela degli utenti.