Wikileaks, a qualcuno piacciono le fake news

Le “notizie false” di Internet scoperte dai mass media solo qualche mese fa restano di moda nei titoli di giornali e TV benché non siano certo una novità della rete. Nella sua ultima apparizione pubblica, in videoconferenza per i media australiani, ne ha parlato perfino l’uomo-simbolo di Wikileaks Julian Assange.

Secondo quanto riportato dal sito statunitense Cnet, Assange si è detto felice che la questione Fake News sia diventata popolare perché Wikileaks non teme alcuna verifica. Tutti i controlli e gli “attacchi” subiti dai media tradizionali non hanno, infatti, portato a nulla. Mentre giornali e TV sono, o sarebbero secondo Assange, del tutto strumentalizzati, Wikileaks resta l’unica destinazione per conoscere la verità.

Pur criticando i media tradizionali per la loro ricerca dello scandalo a tutti i costi, Assange ha ammesso di sfruttare le informazioni recuperate nei momenti più “critici”. Come le ultime elezioni americane, quando ha screditato pubblicamente Hillary Clinton distribuendo migliaia di email del Partito Democratico. Insomma: i metodi di Wikileaks saranno diversi, ma l’effetto finale non più di tanto.