Il mondo secondo il CEO di Facebook Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook, ha finalmente delineato la sua visione per il futuro del colosso di Menlo Park. Le “parole d’ordine” per descrivere i prossimi cambiamenti per la piattaforma sono: “fake news”, sicurezza, impegno civile e inclusività.

In un documento di quasi 6.000 parole, Zuckerberg ha spiegato che vorrebbe inserire  il suo social “all’interno di un’infrastruttura sociale”, al fine di contribuire ad affrontare i più grandi problemi del mondo come ad esempio il cambiamento climatico, la povertà o il terrorismo.

Entrando nel concreto, il CEO desidera mettere a punto dei nuovi strumenti – basati sulla tecnologia dell’intelligenza artificiale – che siano in grado di contrastare la diffusione di bufale online, limitare la propaganda terroristica e promuovere l’impegno politico, negli Stati Uniti e all’estero.

“Le minacce odierne sono sempre piu’ globali, ma le infrastrutture che dovrebbero proteggerci non lo sono. I sistemi attualmente a disposizione sono insufficienti ad affrontare quei problemi. Nell’ultimo decennio Facebook si è focalizzato sul collegare amici e famiglie, mentre ora, su questa base, il prossimo obiettivo sarà quello di sviluppare un’infrastruttura sociale per le comunità, per sostenerci, mantenersi al sicuro, informarci, includerci e impegnarci in senso civico”, ha affermato il numero uno di Menlo Park.

Senza fare alcun riferimento ad episodi politici come il muslim ban di Donald Trump o la Brexit, Zuckerberg rende ben chiara la sua opinione, affermando che “il progresso ha bisogno che l’umanità sia unita non soltanto in quanto città e nazioni ma come una comunità globale. Facebook esiste per farci essere più vicini e costruire una comunità globale. Quando abbiamo cominciato, quest’idea non era controversa, eppure adesso in tutto il mondo ci sono popoli lasciati indietro dalla globalizzazioni e movimenti che vogliono ritirarsi dalla connessione globale”.

Un programma piuttosto ampio ed impalpabile dal punto di vista politico, ma molto deciso su un solo argomento: Facebook potrebbe essere uno strumento che renderà il mondo un posto migliore. Il CEO si è soffermato molto sul tema della polarizzazione delle opinioni, ovvero il meccanismo che porta alla creazione di schieramenti fortemente ideologizzati e contrapposti. Un concetto che pone delle basi piuttosto ostili per dei tentativi di stabilire un dialogo, per qualsiasi tipo di contesto e sembra che Zuckerberg ne sia più che consapevole.

“Nella comunità tech, ad esempio, la discussione riguardante l’intelligenza artificiale è stata iper-semplificata ad un allarmismo esistenziale. Il problema è che il sensazionalismo allontana la gente da opinioni bilanciate e provviste di sfumature verso estremi polarizzati. Se questo dovesse continuare e perdessimo la comprensione comune, allora anche se eliminassimo tutta la disinformazione la gente si limiterebbe ad enfatizzare diversi gruppi di fatti che combaciano con le loro opinioni polarizzate. È per questo che sono così preoccupato per il sensazionalismo nei media”, ha affermato.