Il telefono fisso ai tempi di Amazon e Google

Il telefono fisso, ormai quasi in via di estinzione nelle diverse case per via della diffusione degli smartphone, potrebbe tornare presto in auge nella forma di un altoparlante.

Secondo un’indiscrezione diffusa sul Wall Street Journal, sembra infatti che i colossi tecnologici del calibro di Amazon e Google stiano pensando di aggiungere ai loro speaker, rispettivamente conosciuti con il nome di Echo e Home. Il quotidiano americano tende a sottolineare quanto una funzione simile potrebbe far crollare definitivamente il business degli operatori di telefonia fissa – già in netta discesa – e nel frattempo tale novità sarebbe perfettamente in grado di rubare la scena agli smartphone.

La nuova feature potrebbe fare il suo debutto sugli speaker già entro la fine del 2017. Tuttavia la strada per implementare questa innovazione non è priva di ostacoli: secondo il WSJ, difatti, potrebbero insorgere dei problemi relativi alla privacy degli utenti, ai regolamenti della telefonia e ai servizi d’emergenza. Il principale nodo da sciogliere si troverebbe nelle preoccupazioni degli utenti sulla privacy, dato che sia Amazon Echo, sia Google Home possono tranquillamente registrare le conversazioni.

Questa funzionalità è recentemente salita agli onori della stampa qualche tempo fa, precisamente lo scorso dicembre, quando la magistratura ha chiesto ad Amazon di estrarre le registrazioni di un modello di Echo per testimoniare in un caso di omicidio in un’abitazione dell’Arkansas, negli Stati Uniti, dove appunto era presente lo speaker richiesto.

L’uomo accusato di omicidio si chiama James Andrew Bates, e sembra che abbia strangolato il suo amico Victor Collins nel novembre 2015, dopo una serata a base di alcol trascorsa con altri tre amici. La vittima è stata trovata senza vita nella vasca Jacuzzi dell’abitazione.

Lo speaker Echo si basa sull’intelligenza artificiale Alexa, la quale sfrutta il suo software di riconoscimento vocale per attivarsi, registrando passivamente tutte le parole pronunciate nel suo raggio d’azione: quando lo speaker sente la parola “Alexa” si attiva ed invia segnali alla nuvola di Amazon, dove viene decifrato per offrire una risposta.

Per questo motivo le autorità di Bentonville hanno sequestrato il dispositivo tentando di estrarne i dati sperando in una sua accidentale registrazione del delitto, ma senza successo. Tuttavia in quel caso, il colosso di Seattle ha rifiutato per ben due volte l’accesso alla polizia al suo cloud per il caso Bates.