Che numeri per il mercato (nero) dei Malware!

Un mercato che genera cifre impressionanti: ecco i numeri generati dalle reti di cybercriminali attraverso i malware

Un grande mercato che genera cifre "pazzesche": ecco quanto fruttano i malware

Grazie alla recente operazione EyePyramid sono stati resi noti tutti i dati relativi al valore del mercato malware.

Quanto vale il mercato dei malware e del cybercrimine? I numeri sono davvero impressionanti e quello che preoccupa maggiormente è il fatto che, nonostante gli immensi sforzi degli addetti alla sicurezza web, i criminali del mondo digitale sono in continuo aumento e portano avanti azioni sempre più dannose. Malware di ogni tipo, come trojan, backdoor, rootkit e tanti altri, che vengono lanciati in rete allo scopo di danneggiare non solo persone, ma intere reti aziendali e governative.

La recente operazione EyePyramid, che ha smascherato i cybercriminali che controllavano i dispositivi di politici e intere reti istituzionali, ha mostrato quanto la rete internet sia pericolosa e, soprattutto, fragile.

Inutile nascondersi dietro un dito: il cybercrimine, che agisce con le potenti armi dei malware, è il male della società digitale odierna. Per comprendere meglio l’entità del problema cominciamo a rendere noti un po’ di numeri: più di 1000000000 di virus sono stati intercettati da Kaspersky Lab solo nel 2016, per cifre che si aggirano sui 3mila miliardi di dollari. No, non avete letto male, proprio così!

Il mercato nero dei malware genera miliardi su miliardi di profitto per hacker e vere e proprie organizzazioni che del cybercrimine hanno fatto il loro credo.

Malware noleggiati e pronti all’uso.

Sono stati scoperti veri e propri negozi online, ben nascosti e difficilmente raggiungibili da chi nel settore non vi opera, che vendono dei kit per intervenire nella rete in modo malevolo. Una specie di negozi che vendono tutta l’attrezzatura necessaria per creare dal nulla dei pericolosi malware e per controllare la loro azione in modo davvero efficace e con poche semplici mosse.

Una fonte malware può costare dagli 800 ai 4000 dollari, una cifra irrisoria date le potenzialità distruttive e, al contempo, di profitto di tali virus. Ma, ci sono vere e proprie offerte che i cybercriminali non si fanno sfuggire: ad esempio, un kit pishing è venduto alla modica cifra di 100 dollari. Sembra tutto così assurdo, ma è così!

Ancora c’è davvero tanto da fare, in termini culturali e di formazione, per mettere in piedi una struttura operativa efficiente, in grado di contrastare una rete di criminali così ben organizzata e spietata.

Ma, è arrivato il momento di correre ai ripari: un’azienda impiega anni per riprendersi da un attacco malware, per non parlare dei problemi che possono nascere da un attacco hacker ad una rete nazionale.

Quindi, visto che per mettere in piedi un attacco con potenziale distruttivo di un certo livello non occorre essere degli esperti hacker, è necessario plasmare una nuova mentalità, tutta incentrata sulla sicurezza web, che deve essere fonte di ispirazione sia del singolo privato, che delle grandi aziende. Solo partendo dai livelli più bassi, dalle singole unità, è possibile creare un resistente scudo, per proteggersi dagli attacchi malware di ultima generazione.

Occhi aperti: il web è un vero e proprio campo minato!