Roaming, serve il voto dell’UE per norme anti abuso

Per rendere ufficiali le nuove regole sull'”utilizzo equo” del roaming in Europa per evitare gli abusi, servirà il via libera da parte dei 28 Stati, necessario per arrivare come previsto alla fine dei sovrapprezzi a metà giugno 2017.

L’appello è stato lanciato dal vicepresidente della Commissione Ue al mercato unico digitale Andrus Ansip, in vista del voto al comitato Ue delle comunicazioni in programma per il prossimo lunedì 12 dicembre 2016, dove gli stati membri sono contrari e divisi.

Il Vicepresidente Ansip ha affermato: “Stiamo fornendo una soluzione equilibrata nell’interesse di tutti coloro che utilizzano i telefoni cellulari e dispositivi. Ogni cittadino europeo sarà in grado di telefonare, senza costi aggiuntivi, quando viaggerà lontano dal luogo che chiamano “casa”. Ogni europeo dovrebbe anche essere in grado di beneficiare delle offerte nazionali più competitive. In stretta collaborazione con i consumatori europei, abbiamo stilato un progetto di salvaguardia per garantire ai viaggiatori beneficiare di un “Roam like home”, evitando effetti negativi sui pacchetti di dati nazionali più competitivi. Abbiamo ascoltato, abbiamo consultato, abbiamo affinato le nostre proposte; credo che abbiamo provveduto alla certezza del diritto. Ora spetta agli Stati membri dell’UE sostenere ciò che stiamo proponendo in modo da rendere più facile la vita degli europei, tagliare le bollette e mantenere bassi i prezzi”.

Vi è il rischio di non rispettare il calendario per arrivare in tempo allo stop delle tariffe extra, dato che entro il prossimo 15 dicembre 2016 è già prevista l’adozione delle nuove regole con cui si vieta il roaming permanente.

La proposta presentata dalla Commissione europea su cui si dovranno esprimere i 28 Stati membri, definisce in sintesi l’attuazione della proposta presentata lo scorso settembre, tramite la quale si consente un uso illimitato del roaming, senza più tetti temporali né di volumi di chiamate, sms e dati, esclusivamente basato sul principio di residenza.

Nel comunicato stampa della stessa Commissione europea, si è sottolineato l’obiettivo di abbattere i costi di roaming entro e non oltre il termine prefissato, ovvero giugno 2017: “Per un decennio, la Commissione ha lavorato per ridurre e in ultima analisi, porre fine alle soprattasse che gli operatori di telecomunicazioni hanno imposto ai loro clienti ogni volta che hanno attraversato un confine mentre si utilizzava il proprio dispositivo mobile in vacanza o durante i viaggi d’affari. Dal 2007, i prezzi del roaming sono diminuiti di oltre il 90%, un ulteriore diminuzione dei prezzi è stato raggiunto nel mese di aprile. Nel 2015, e sulla base di una proposta della Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno convenuto di porre fine agli oneri per le persone che viaggiano periodicamente nella zona di roaming UE . “Roam like home” è la formula dove i clienti pagheranno i prezzi interni – indipendentemente da dove sono in viaggio in Europa – e diventerà una realtà per tutti i viaggiatori europei di giugno 2017″.

Il Roam like home è stato pensato per i pendolari transfrontalieri, studenti Erasmus e tutti coloro che per qualsiasi motivo si ritrovano a trascorrere molto tempo in un paese diverso da quello di origine. Al fine di tutelare queste categorie, la Commissione europea ha proposto che gli operatori debbano aspettare “un periodo di osservazione di almeno 4 mesi” prima di identificare un possibile rischio di abuso.

Nell’eventualità di un abuso, invece, la proposta prevede un periodo di avvertimento di almeno 14 giorni di anticipo prima che vengano loro imposti i dovuti sovrapprezzi, con limiti minimi pari ai costi all’ingrosso.