Il creatore di Oculus è invischiato in un caso politico

Palmer Luckey, uomo-simbolo della rinascita della realtà virtuale grazie a Oculus Rift, si trova in queste ore al centro di numerose polemiche per il suo (presunto) supporto economico a Donald Trump. Stando a diverse fonti USA, ad esempio Cnet, lo stesso Luckey avrebbe finanziato una delle tante associazioni propagandistiche attive sulla rete e nello specifico NimbleAmerica, con ingenti somme di denaro. L’obiettivo: screditare l’avversario di Trump alle prossime elezioni presidenziali americane cioé Hillary Clinton.

Se sei con Trump, sei contro di noi

Indipendentemente dal fatto che ognuno dovrebbe essere libero di votare chi vuole, l’intera comunità tecnologica (o gran parte di essa) si è schierata da tempo contro Trump – da qui lo scandalo che sta investendo tutta Oculus. Diversi partner commerciali e sviluppatori attivi su questo dispositivo hanno già annunciato il loro addio, dopo che si sono diffuse le prime notizie del sostegno di Luckey a Trump. Quasi tutta la Silicon Valley, del resto, già nei mesi scorsi aveva mostrato il suo completo supporto alla Clinton.

Come andrà a finire? Come tante polemiche che nascono e muoiono sulla rete, probabilmente in un nulla di fatto. Ma il danno di immagine per Luckey nel mondo tecnologico resta notevole, considerando che ora si conoscono le sue (possibili) preferenze politiche.