iPhone 6s – i motivi del grande ritorno

iPhone 6s - 2 mesi di utilizzo
iPhone 6s - 2 mesi di utilizzo

iPhone 6S, l’evoluzione della serie S

Poco più di un mese fa Apple ha presentato i nuovi iPhone 6S, introducendo novità corpose per la prima volta in una versione S del suo smartphone.
Sebbene in passato abbia avuto o usato con molta soddisfazione tutti gli iPhone presentati fino ad ora, partendo da iPhone 2 fino al più recente iPhone 6, ho deciso di acquistare terminali Android e Windows Phone negli ultimi 3 anni per vari motivi, tra cui la possibilità di scegliere il dispositivo in base alle caratteristiche che reputavo importanti per il mio uso in quel momento o per la curiosità di provare sistemi operativi nuovi.
Ora però la tentazione di tornare in questo ecosistema così ben strutturato è stata talmente forte che ho acquistato un iPhone 6s.
Nelle righe seguenti vi spiegherò perché ho scelto una data versione (dimensione di display e taglio di memoria) e analizzerò le novità che più mi hanno portato al grande ritorno.

Inizio subito con il dire che la versione da 16GB non l’ho presa in considerazione sin da subito in quanto ritengo che per sfruttare al meglio questo smartphone e le sue immense potenzialità (comuni anche ad altri prodotti concorrenti) 16GB (reali per l’utente meno di 13) siano davvero pochi e si esauriscono in fretta.
Il mio consiglio è di puntare alle versioni da 64Gb o 128Gb (quest’ultima è quella che ho scelto per me) anche perché tra le versioni vi sono in ballo solo 110€ che in senso assoluto sono molti ma, se rapportati al prezzo iniziale di 779€, non sono così incisivi sulla spesa finale.
Scelto il taglio di memoria, va considerata anche la dimensione dello schermo che nel mio caso è 4.7″ dato che ritengo 5.5″ davvero troppi per un uso comodo in qualunque circostanza.

Perché iPhone?
Solo pochi mesi prima di Apple è stata Samsung a presentare il nuovo top di gamma in versione normale, il Samsung Galaxy S6, con schermo curvo (Galaxy S6 Edge) e con schermo curvo con display maggiorato da 5.7 (Galaxy S6 Edge+).
Samsung è da sempre considerata la maggior rivale di Apple e ora che anche lei ha intrapreso la strada dei materiali cosiddetti “nobili”, della batteria e memoria integrata e di un design più accattivante, questi non sono più motivi univoci per scegliere l’uno o l’altro dispositivo e bisogna considerare a fondo il sistema operativo.

Come tutti sappiamo iOS è più limitato nelle personalizzazioni di Android ma questo fa sì che la sua usabilità sia massima, dato che tutte le funzioni sono estremamente intuitive ed efficaci.
Questo iPhone è anche il primo prodotto mobile di Apple ad introdurre novità significative per l’usabilità.
È vero, il primo iPhone ha introdotto il concetto di multi-touch, il primo iPad ha creato la categoria dei tablet e iPhone 5s ha permesso di sostituire il codice di sblocco con l’impronta digitale, ma questo nuovo iPhone rivisita delle caratteristiche già presenti su altri smartphone e le utilizza per dare all’utente una maggior velocità per creare contenuti o fruirli.
Mi riferisco al 3D-touch, una tecnologia che ha basi molto vecchie ma che sfruttata in questo modo ha dello straordinario.
Il suo funzionamento hardware è simile a quello di una tavoletta grafica, ovvero rileva la pressione che si fa sulla superficie touch, cosa già presente ad esempio nella serie Galaxy Note di Samsung, ma in questo il rilevamento della pressione è strettamente legato alla penna e alla suite S-note.
Su iPhone tutto questo viene “reinventato” per creare scorciatoie a determinate funzioni senza passare per l’app ma agendo direttamente dalla schermata home.

Alla fine dei conti, tralasciando le mere novità hardware, il 3D-touch è la maggior innovazione di questo iPhone e va considerata più che una semplice wow feature.

Nei prossimi giorni approfondirò le mie impressioni sull’esperienza d’uso del nuovo iPhone 6s dedicando un articolo per ogni comparto (Foto-video, musica, browser, etc.).