Intelligenza artificiale e medicina

Intelligenza artificiale in medicina: il futuro è questo.

Avete mai pensato a come la tecnologia e l’intelligenza artificiale hanno migliorato il settore della medicina? Non sono stati fatti dei meri passi in avanti, ma dei veri e propri voli verso il futuro. Un futuro, del tutto roseo penserete. Si, sicuramente la medicina ha raggiunto livelli che fino a poco tempo non rientravano nei pensieri nemmeno del più grande scienziato (forse), ma bisogna stare attenti al futuro. Non bisogna mai sottovalutare anche le negatività che ne potrebbero derivare.

Il binomio Intelligenza artificiale e medicina è incredibilmente affascinante, ma non per questo non nasconde delle insidie. Sull’interessantissimo quanto delicato tema si è espresso in modo molto chiaro Giuseppe Remuzzi. Nefrologo presso l’Istituto Mario Negri è stato tra i promotori del convegno romano “Il futuro dell’umanità visto dalla prospettiva della scienza medica” (Nobile collegio chimico farmaceutico di Roma). Ma, cosa ne pensa il Professor Giuseppe Remuzzi dell’intelligenza artificiale in medicina? Riassumendo il suo pensiero, emerge quella che è una visione del futuro molto interessante. “Lo sviluppo dell’A.I. deve essere seguito molto da vicino, onde evitare che le macchine imparino prima dell’uomo”. Queste le parole dell’illustre professore. Cosa significa? Semplicemente che non bisogna mai abbassare la guardia, poiché è facilissimo incappare in errori che potrebbero risultare fatali. Deve essere l’uomo a comandare la macchina e insegnarle quanto necessario: solo così sarà possibile orientarla per il bene dell’uomo.

Intelligenza artificiale per aiutare l’umanità

L’umanità può essere realmente aiutata dalle nuove innovazioni tecnologiche e, nel caso specifico, dall’A.I.? Assolutamente si, ma solo se resta sempre vigili. Insomma, non bisogna mai abbassare la guardia.

Le macchine non devono essere un problema: è inutile negare che in tanti restano scettici in merito all’utilizzo dell’intelligenza artificiale in medicina. Ma, i computer servono e devono restare al servizio dell’uomo. Un concetto ben espresso dalle pesate parole dello stesso Remuzzi: “I computer possono elaborare una quantità enorme di dati e renderci persino difficile capire quello che succede. Quindi dobbiamo fare in modo che le macchine aiutino l’uomo piuttosto che diventare un problema”.

Riassumendo: l’intelligenza artificiale può realmente aiutare l’umanità, ma è fondamentale non perdere il controllo sulla stessa. Mai!